giovedì, 13 novembre 2008
OPERE IN MOSTRA A MILANO
SCANAVINO
“1954-1983”
ALLA GALLERIA DEP ART
  
La nona mostra della galleria Dep Art di Milano, rende omaggio a Emilio Scanavino con una selezione di 20 opere realizzate tra gli anni Cinquanta e gli anni Ottanta. 1956_senza_titolo_t.m._su_carta_55x75L’esposizione avrà luogo a Milano dal 14 novembre al 20 dicembre 2008, e che sarà inaugurata il 14 novembre. L’arte di Emilio Scanavino è stata segnata da un perenne conflitto interiore, dal carattere riflessivo della pratica segnica che afferma prepotentemente l’idea di un segno profondo (un segno gravido di quel desiderio di testimoniare l’inevitabile fragilità umana e l’esasperazione degli individui), 1975_senza_titolo_acrilico_su_cartoncino_45x50da una spiritualità escatologica che lo spinge a concentrarsi sul valore simbolico del grande vuoto e dal perdurare delle tracce relittuali di corpi e di figure larvali, oltre che dall’angosciosa dialettica tra presenza-assenza/vita-morte che si configura in modo ossessivo nel motivo del groviglio e del legamento che l’artista inquadra in strutture geometriche di tipo architettonico e simbolico.1972_I_bastoni_di_Dio_60x60_olio_su_tela Emilio Scanavino (nato a Genova il 28 febbraio 1922 e morto a Milano il 28 novembre 1986) si è imposto sin dagli anni Cinquanta come uno dei maggiori protagonisti dell’Arte Italiana.Le caratteristiche della sua pittura e in modo particolare il suo personalissimo segno si legano ed al tempo stesso si distinguono dall’informale di cui è stato un esponente di rilievo internazionale. 1954_studio_di_paesaggio_tempera_su_carta_70x100Più volte presente alla Biennale di Venezia (1950-1954-1958) è invitato con una sala personale nel 1960 e nel 1966 vince il premio Pinin Farina. Ha esposto nelle principali gallerie italiane e tenuto personali all’estero: a Londra, Parigi, Bruxelles, Copenhagen, Amburgo, Malmo, Filadelfia ecc. Tra il 1973 e il 1974 gli vengono allestite tre importanti mostre antologiche: alla Kunsthalle di Darmstadt, a Palazzo Grassi a Venezia ,e a Palazzo Reale a Milano.Della sua opera hanno scritto i maggiori critici, tra i quali Jaguer, Ballo, Jouffroy, Crispolti,  Sanesi, Russoli, G.M. 1981_La_montagna_olio_su_tela_cm_89x116Accame con volumi monografici. Dopo la sua scomparsa la città di Genova gli ha dedicato una importante antologica nel 1987, al Museo d’arte contemporanea di Villa Croce. All’inizio del 1999 alla Galleria Civica di Modena è stata presentata una rassegna sul periodo 1954-1962. Nel 2002 la mostra “Omaggio a Emilio Scanavino” viene allestita nei Chiostri di Santa Caterina, Oratorio dei Disciplinati a Finale Ligure. Nel 2003 la Galleria S.Fedele di Milano gli dedica la personale “Scanavino e il sacro”. Nell’estate del 2008 viene esposto “Il muro ritrovato” al Priamar di Savona nella sala della sibilla. INFO: DEP ART via Mario Giuriati, 9 - 20129 Milano tel/fax +39 02/36535620 e-mail: art@depart.it www.depart.it
giovedì, 13 novembre 2008
GALLERIA TERRE D’ARTE DI TORINO
SARAJ
LA TAVOLA SI RACCONTA
 
La Galleria torinese TERRE D’ARTE, dal 13 Novembre – 13 Dicembre 2008 inaugura la nuova stagione espositiva presentando i manufatti della collezione SARAJ: BodyPartun servizio di ceramiche per la tavola, progettato e disegnato da Lorenzo Prando e Riccardo Rosso,  che Terre d’Arte ha voluto editare affidandone la realizzazione alla fornace “Il Tondo” di Marcello Mannuzza. Lorenzo Prando e Riccardo Rosso, entrambi laureati in Architettura presso il Politecnico di Torino, costituiscono lo studio nei primi anni ’70 provenendo da diverse esperienze progettuali.
Svolgono attività soprattutto nell’architettura d’interni; nel campo del design hanno progettato mobili per Sawaya e Moroni, oggetti di telefonia per Brondi. Hanno progettato scenografie per il teatro la Fenice di Venezia e allestimenti per esposizioni: per la Triennale di Milano, per la SIV in varie città europee, e alcune loro realizzazioni compaiono nella mostra Torino Design 1991. Hanno partecipato al progetto “Collezione HAFA” che ha visto collaborare architetti ed artisti Italiani e Marocchini con gli artigiani del Marocco. Il servizio SARAJ, recentemente disegnato per Terre d’Arte, è stato esposto nell’ambito della mostra “Design per abitare – arredi di architetti torinesi” tenutasi a Torino, nel Maneggio Chiablese della Cavallerizza Reale, dal 9 ottobre al 9 novembre 2008. INFO: Galleria Terre d'Arte, Via Maria Vittoria 20/A – Torino, tel. 011 – 19503453, info@terredarte.net   www.terredarte.net
mercoledì, 02 luglio 2008
A ORTA SAN GIULIO
BAXART… L’UMANITA’
DEL QUOTIDIANO
IN MOSTRA LE OPERE DI BARBARA PICCININI

Dal 5 luglio, fino al 30 agosto prossimo, presso l’Hotel San Rocco di Orta, in provincia di Novara, l’artista Barbara Piccinini esporra’ le proprie opere in una personale allestita e organizzata da Studio 7 di Rieti. Barbara Maria Piccinini, in arte BAXART, nasce a Torino 35 anni fa... probabilmente, scrivono i critici, con una matita in mano.
piccinini
Disegna, dipinge e fotografa da sempre. Da qualche tempo, e con altrettanta passione, utilizza le nuove tecnologie al fine di plasmare le forme ed i colori, di rivoluzionare il tratto manuale per creare qualcosa di diverso, di nuovo, ma allo stesso tempo, ancestrale. Laureata in architettura ricerca nelle sue immagini la vera bellezza di ciò che non invecchia, nonostante lo scorrere del tempo.
piccininiPittrice, fotografa, grafica di grande respiro analitico, la Piccinini racconta la quotidianità dell’umanità che vive e scompare su un pianeta che le appare come il regno della felicità dei sensi. Lo spirito, l’amore, l’intimo sono le basi di questa fortunata esperienza di sintesi di segno, anche se questa artista non trascura di occuparsi di temi toccanti della cronaca, come la violenza sulle donne.
piccinini
Le sue opere si possono considerare un filtro di riflessione sulla realtà vissuta, sociale ed autobiografica e rivelano una grande precisione figurale, soprattutto nella resa anatomica, che la Piccinini gestisce con un’ immediatezza impetuosa, che emerge dal modo con cui affronta i soggetti raffigurati: un impeto che prima è sensazione, e solo dopo si fa emozione. Il suo lavoro, pur affrontando diverse tematiche, ha privilegiato un approfondimento sulla materia coloristica, più sensibile e luminosa, più sintetica ed essenziale nelle masse, tesa ad eliminare l’aneddoto ed il particolare. Le sue immagini sono immediatamente recepibili e talmente suggestive da stimolare la fantasia, ma soprattutto, la Piccinini raccoglie i fili di un itinerario sempre sperimentale nelle tecniche, che non si contenta di esaurirsi in se stesso, ma che ha modo di arricchirsi in continuazione di nuovi strumenti espressivi e linguistici. Così facendo si può permettere il racconto minuto e personale della descrizione di un mondo sognato che corre parallelo a quello reale e da questo attinge il colore di un fiore, di un cielo, di una pietra, di un sole al tramonto, del vento in tempesta. Nella realtà non ci sarà mai viso così luminoso, fiore così felice, acqua così trasparente. Nei dipinti l’artista tende ad oggettivare per immagini una serie di concetti che vengono percepiti come surreali, ma in questo modo la sua pittura diviene libertà, fuga proiettata oltre gli spazi consueti fino a farsi palpitante ed emotiva trasfigurazione del reale.

L’esposizione è visitabile tutti i giorni, fino al 30 agosto 2008, in orario di apertura dell’hotel.
venerdì, 16 maggio 2008
A ORTA SAN GIULIO
MY FAIR LADY…
OMAGGIO A AUDREY HEPBURN
IN MOSTRA LE OPERE DI SABRINA ALBIATI
 
 
Sarà visitabile fino al prossimo 30 giugno nella Sala Congressi dell´Hotel San Rocco di Orta san Giulio, in provincia di Novara, “My Fair Lady", personale di Sabrina Albiati, AudreyBZR_Albiatil’artista fiorentina che affascinata dal personaggio di Audrey Hepburn, ha dedicato questa serie di opere alla grande attrice, scegliendo una realizzazione quasi fotografica, in alcune tele utilizzando un bianco nero di grande impatto visivo. Albiati è continuatrice della cultura figurativa europea, che ha dato il meglio di sé a Parigi nei primi due decenni del secolo scorso. Nel contempo ha saputo conservare la sua solidità toscana, che la accompagna da una composizione all´altra, dove la linea diviene predominante.
E´ importante quel che emerge soprattutto dal disegno dell´immagine femminile, dove l´evento narrativo si attua in un processo di semplificazione, quasi di spiritualizzazione, attraverso poche, ma ricche campiture pittoriche, dove l´armonia nasce dalla forme e dall´intensità della luce. Più che di espressioni riassuntive, si tratta di momenti espressivi fuggevoli, quasi un inventario mimico che va arricchendosi a poco a poco in un progetto di completezza.A4HSR_AlbiatiSabrina Tele piacevoli, soffici come velluti, composte da pennellate forti che, attraverso l´analisi del ritratto della grande attrice, riescono a trasfondere nello spettatore una vena inesausta d´idillio e di poesia che fa sognare coloro che chiedono ancora all´arte un po´ di gentilezza, una via di fuga verso un mondo innocente, come avveniva nei quadri dei grandi pittori del passato. La pittura di Sabrina Albiati, con l´ausilio delle campiture piatte, supera il concetto di quadro e permette di andare verso spazi e tempi senza limiti, viaggiando nell'affascinante passato cinematografico con grande respiro. I film della Hepburn diventano una sorta di prolungamento degli organi di senso dello spettatore, captando nuova energia che viene trasferita sulle tele, per creare soggetti attuali e puri. E´ pittura lirica e fluente, rapida e incisiva nel segno che vola a fermare un´emozione. Nei suoi quadri troviamo suggestione e qualità, esistenza e vitalità, che allargano il tema del ritratto: ormai la cronaca è diventata storia, e la lezione della Albiati è una straordinaria e irripetibile interpretazione.
Sabrina Albiati è nata nel 1977 a Firenze, dove vive e lavora. Diplomata nel 2002 all´Accademia di Belle Arti di Firenze, da gennaio 2007 ha iniziato a tempo pieno l´attività di pittrice realizzando varie personali a Prato, Firenze, Massa, Montevarchi, Forlì, e partecipando a varie collettive (Firenze, Perugia, Rieti, Torino, Genova, Roma, Teano, Caserta, Acri).
La mostra, organizzata da Studio 7, è visitabile tutti i giorni negli orari di apertura dell´Hotel. Info: 339/8349045.
venerdì, 16 maggio 2008
COLLETTIVA A REGGIO EMILIA
LE STANZE DELLA MEMORIA
CREATIVITA' ITALIANA DAGLI ANNI 50 AD OGGI
 
Il prossimo 17 maggio 2008 la Galleria d’Arte 2000&NOVECENTO di Reggio Emilia inaugurerà la mostra “Le stanze della memoria”: una collettiva che porta in scena la creatività italiana dagli anni '50 ad oggi. stfine_anni_60o_t150_4_2508Di questi artisti infatti nessuno lavora sull’immagine della realtà pura (lo stesso Omar Galliani porta le sue modelle in paesi lontani, le sue figure escono dal sogno e dall’inconscio per affiorare nella realtà) ma su immagini che nascono dalla loro memoria e dai loro ricordi. Artisti che hanno colto il nodo, il punto di sutura tra passato e futuro, negli spazi e negli oggetti rimasti impigliati dentro la rete del loro pensiero.reggiani1951o_t8_4_2810
In esposizione alcune tele di Piero Ruggeri (già capofila negli anni Cinquanta della generazione informale) dipinte con quella inconfondibile stesura astratto-informale connotata da una pennellata nervosa e scattante. Nei suoi lavori fortissima è la memoria della natura dell'ambiente in cui vive, una piccola località ai margini dei boschi della provincia torinese. Claudio Olivieri è presente con due opere degli anni ’60-‘70: queste si offrono quasi monocrome nei toni scuri, con una “memoria”, ai lati, di un diverso colore. Olivieri elabora i colori sulla tela fino a raggiungere evocazioni figurali, le masse e le successive velature di colore si articolano in immagini complesse in cui, appunto, molti vedono una sorta di recupero della figura. Di Mauro Reggiani un’opera del 1951 che presenta una struttura risolta secondo moduli curvilinei e ovoidali, in una ricerca che tende verso nuovi rapporti di spazio-colore, con predominio di vuoti e inedito senso dinamico del ritmo.
A completare la mostra verranno esposte opere di: Bonfanti, Chighine, Gastini, Hartung, Iacopino, Mainolfi, Maraniello, Mattioli, Romagnoni, Salvo, Scaccabarozzi, Scialoja, Spagnulo, Turcato, Vago, W.Valentini.
La mostra rimarrà aperta fino al 30 luglio 2008. Orari: 10 – 12,30 / 16 – 19,30 (Chiuso le mattine di lunedì e giovedì - Aperto domenica e festivi)
 
Info: 2000&NOVECENTO Galleria d’Arte, Via Emilia San Pietro, 21 • 42100 Reggio Emilia
Tel.: 0522 580143 Fax: 0522 496582 E-mail: duemilanovecento@tin.it Web: www.duemilanovecento.it
venerdì, 11 aprile 2008
A BANCHETTE IN PROVINCIA DI TORINO
ARTE PER TUTTI
ARTE E DIALOGO INTERCULTURALE
 
Nell’ambito del progetto di scambio artistico e culturale tra i comitati di gemellaggio dei comuni di Banchette (Piemonte) e Septème (Isere), finalizzato alla costruzione di un modello di turismo culturale per l’inclusione sociale, l’uguaglianza e multiculturalismo, il 26 aprile 2008, sarà inaugurata presso il comune di Banchette, in provincia di torino, una mostra dei progetti installativi a Septème degli artisti italiani: Corrado Bonomi, Max Bottino, Giulio Calegari , Gianpiero Colombo, Carla Crosio, Eliana Frontini, (suo il progetto nella foto), Tiziana Fusari, Claudio Rotta Loria. Eli_mont_2
Il progetto “Arte per tutti”, nasce all’interno del gemellaggio tra le due cittadine di Banchette e di Septème, e si compone di una serie di iniziative culturali volte a fare dei gemellaggi uno strumento che consenta di rinforzare il dialogo interculturale nella vita quotidiana. Il progetto tende altresì a fare dell’evento turistico-culturale e dello scambio di esperienze artistiche, un settore di crescita comune e di sviluppo locale e a creare occasioni di incontro sulle tematiche dell’arte contemporanea tra i comuni transfrontalieri, attraverso uno scambio di conoscenze e di ospitalità, cercando la sostenibilità del rapporto turismo/cultura erendendo accessibile il turismo culturale per affermare un principio trasversale di pari opportunità per tutti. Anche nell’offerta di cultura. Da questa esperienza progettuale è nata l’associazione “Artepertutti”, che continuerà a promuovere incontri tra artisti italiani ed europei, tra artisti e scuole del territorio, nonché a divulgare questo modello di intervento culturale all’interno dei gemellaggi, per favorire la circolazione di idee, di cultura artistica, di dialogo e confronto multiculturale. La mostra comprenderà i progetti installativi e i pannelli con la documentazione fotografica e iconografica degli altri tre incontri realizzati nel corso del progetto "Arte per tutti". I pregevoli lavori di questi artisti di fama nazionale e internazionale, ben conosciuti dal pubblico che segue e ama l'arte contemporanea, insieme ai cataloghi e al materiale documentario del loro lavoro, resteranno a disposizione del pubblico e delle scuole fino al 10 maggio 2008. Per Info:
 
artepertutti2007@libero.it, banchette@reteunitaria.piemonte.it
lunedì, 25 febbraio 2008
PERSONALE DELL’ARTISTA SARA FORTE
DAME DI NULLA...
LA MOSTRA SUL LAGO D’ORTA
 
“Dame di nulla” è il titolo della personale di Sara Forte che si terrà alla Sala Convegni dell’Hotel San Rocco di Orta dal 3 marzo al 27 aprile, visitabile negli orari di apertura dell’hotel.  IMG_0225“Sono una pittrice novarese, nasco artisticamente come autodidatta, tutto ciò che propongo è frutto della mia personale esperienza e ricerca” afferma Sara Forte, “solo di recente ho cominciato a prendere lezioni dal maestro Vittorio Alfieri, che mi ha aperto le porte allo studio ed al  perfezionamento delle tecniche pittoriche eseguite dai grandi del passato. I miei lavori sono principalmente su tele e tavole di diverse dimensioni, uso prevalentemente colori ad olio, talvolta assemblati con acrilici, sabbie e stucchi per la realizzazione degli informali. IMG_0209Curiosità, sensibilità e voglia di raccontare il mio mondo mi spronano a studiare costantemente per raffinare ciò che nel tempo ho appreso, mi trovo quindi divisa tra il figurativo e l’astratto, tra l’ambiguità di atmosfere fantastiche ed enigmatiche a corpi e volti di donne che ti chiamano con la sola forza dello sguardo, mostrando le loro forme in una passionale seduzione. L’idea è quella di permettere a ciascun osservatore di trovare la sua definizione di ciascuna donna, di identificarla alla stregua delle emozioni e  sensazioni che affiorano alla vista di ogni opera. Il termine “nulla” utilizzato nel titolo della mostra vuole rappresentare proprio questo concetto, ovvero libertà di interpretazione dello spettatore”. Sara Forte è un’artista che ha dentro di sé, senza che appaia, un fuoco che si placa soltanto in parte, quando si attarda a dar vitalità ad una dolce figura femminile che comprime il suo ardore. E’ un’artista padrona della forma, che sceglie di arrivare ad un equilibrio nel quale preparazione, esperienza e fantasia, condite da doti istintive, fa emergere sempre in modo indelebile, l’impronta dell’artista creatore. Si tratta di tele sempre più espressive, soffici come velluti, fatte di pennellate quasi impalpabili: donne che trasfondono una vena inesausta d’idillio e di poesia che fa sognare coloro che chiedono all’arte un po’ di gentilezza, una via di fuga verso un mondo innocente, come avveniva nei dipinti dei grandi pittori simbolisti del passato. I suoi lavori sono la testimonianza di assoluta maestria, che eccelle nella trattazione del nudo con le espressioni più diverse, ricercate e sintetizzate in una complessità mimica notevole. Sono dolci le presenze silenziose delle sue fanciulle, la cui casta nudità sembra provenire da un affresco antico. E’importante quel che emerge soprattutto dal disegno dell’immagine femminile, dove l’evento narrativo si attua in un processo di spiritualizzazione, attraverso pochi, ma ricchi elementi pittorici, dove l’armonia nasce dalle forme e dalla intensità della luce. L’esposizione è stata organizzata da Studio Sette. I lavori di Sara Forte sono esposti in mostra permanente presso l’Oriental Gallery di Colleferro, a Roma.
 
lunedì, 25 febbraio 2008
CASALBELTRAME
GLI ANGELI DI ELIANA...
IN MOSTRA LE SPLENDIDE FOTOGRAFIE DI ELIANA FRONTINI
 
Sabato 1 marzo alle ore 17.30 al Cascinale dei Nobilia Casalbeltrame per il ciclo degli eventi ART-GEI legati al tema L’ALBERO DEI SIMBOLI si terrà un incontro dal titolo “GLI ANGELI”, con la
partecipazione di CECILIA PROVERBIO e l’esposizione delle opere di ELIANA FRONTINI. Immagine_039
L’esposizione prenderà avvio dalla tesi di laurea della Proverbio ("La figura dell'angelo nella civiltà paleocristiana"), quindi seguirà un breve accenno alle fonti bibliche vetero e neotestamentarie per comprendere la concezione tradizionale della figura angelica; si procederà ad un’analisi della più antica iconografia priva di ali attraverso alcuni esempi tratti dall'arte paleocristiana e alla spiegazione delle motivazioni che hanno portato alla figura angelica dotata di ali attraverso l'analisi delle fonti scritte del IV secolo, le quali permettono di spiegare l'intevenuta modifica.

Immagine_002Eliana Frontini presenterà in anteprima il suo ultimo lavoro, “Nuntius Dei: kom’è? Stai kucendo angeli?”, fotografie di angeli feriti, angeli che urlano la disperazione. Angeli cuciti con filo da sutura, gli occhi dolorosamente chiusi, le labbra forzatamente cucite. Gli urli diventano silenti, non si possono  liberare. Testimoni di un Dio impotente, sono costretti al silenzio. L’installazione consta di un numero variabile di angeli, il formato è quello della fotocopia A4, simbolo di un’eterna replicabilità. Le foto sono state ritagliate e poi poste su stoffa, reminescenza di un sudario che non si usa più.
Qualche nota biografica: CECILIA PROVERBIO si è laureata presso l'Università del Piemonte Orientale Amedeo Avogadro con una tesi sull'iconografia angelica paleocristiana. In seguito ha frequentato il corso triennale del Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana a Roma nel quale risulta dottoranda, e, contemporaneamente, per due anni la Scuola di Specializzazione dell'Università La Sapienza di Roma per la quale è specializzando. E’ inoltre cultore della materia presso la cattedra di Iconografia Cristiana dell'Università di Roma Tre retta dal prof. Fabrizio Bisconti.  ELIANA FRONTINI è nata a Novara nel 1968. Dopo il diploma di Liceo Scientifico, si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Brera e si diploma in scenografia nel 1991. Nella stessa Accademia, nel 2007, conclude il biennio di specializzazione in Arti Visive e Discipline dello Spettacolo, indirizzo Scultura, con tesi dal titolo “Il tema della memoria nel contemporaneo con riferimento a Christian Boltanski e Roman Opalka”. Dal 2000 al 2007 ha insegnato alle scuole elementari, italiano, storia e arte. Ora si divide tra l’insegnamento di Disegno e Storia dell’Arte al Liceo Scientifico di Arona (NO), l’attività di fotografa e giornalista, la rappresentazione di proprie performance, e l’esecuzione di disegni e testi per CD ROM.
ART_GEI nasce dall’incontro di due talenti complementari, Laura Cerutti e Cosetta Canton. Si occupa di progettazione scenografica e cromatica realizza affreschi,decorazioni murali, pittura su legno e tela, trompe-l’oeil. Il loro atelier si trova a Casalbeltrame “cittaslow”. Nell’area del Cascinale dei Nobili è anche possibile visitare il Museo Etnografico dell’attrezzo
agricolo “‘l çivel”. Per informazioni è possibile chiamare il numero 0321 838375.
martedì, 05 febbraio 2008
ALBERTO BIASI A MILANO
Rilievi ottico dinamici...
In mostra il maestro dell’arte cinetica
 
 
L’ottava mostra della galleria Dep Art di Milano rende omaggio a Alberto Biasi, l’artista padovano, esponente di spicco del Gruppo N e a tutt’oggi accreditato maestro dell’arte cinetica e programmata. La ricerca di Biasi è indirizzata alla sperimentazione dell’interferenza, la cangianza e il movimento visivo. Diversamente da analoghe ricerche cinetiche, le opere di Biasi sono virtualmente cinetiche perché – pur fisicamente immobili – il dinamismo è in parte conseguente alla mobilità del punto di vista e all’applicazione di costruzioni lineari. puzzle-1_cm._50x50_1990
In mostra una selezione di opere che ne hanno contraddistinto la ricerca in una direzione metodologica, fenomenologica e scientista. Realizzati nel lustro degli anni Sessanta e poi ripresi saltuariamente, i rilievi ottico-dinamici appartengono a uno dei cicli più peculiari dell’artista; così intitolati per sottolineare l’apparenza attivata dall’occhio umano che diventa motore e creatore delle forme (inesistenti sul piano fisico ma percettivamente reali quanto più appaiono instabili), i rilievi ottico-dinamici testimoniano la vocazione autenticamente fenomonologica di Biasi, mirata ad indagare “le leggi che collegano le interazioni tra percezione, memoria e immaginazione nelle dinamiche di realtà delle immagini di cui si popola il mondo della pura apparenza”. senza_titolo_cm._73x60_1964
Qualche nota biografica: Alberto Biasi, pittore e scultore, nasce a Padova il 2 giugno 1937. Frequenta dapprima gli studi classici, poi l'Istituto di Architettura ed il Corso Superiore di Disegno Industriate a Venezia. Nel frattempo inizia l'attività artistica e nel 1959 forma il Gruppo N con cui lavora ininterrottamente fino at 1967. Nel 1960 espone con Castellani, Manzoni e con gli artisti europei della "nuova concezione artistica". Nel '61, come coautore del Gruppo N, è fra i promotori di Nuove Tendenze e nel 62 fra i fondatori di Arte Programmata. In quel periodo firma collettivamente Gruppo N opere come le "trame", i "rilievi ottico-dinamici"ottenuti per sovrapposizioni di strutture lamellari, le "forme dinamiche"ottenute per torsioni, le fotoriflessioni in movimento reale, gli ambienti a percezione instabile. Dopo lo scioglimento del Gruppo N "si riscopre solista" e inizia a lavorare sulle forme e spazialità cangianti e sui movimenti armonici realizzando un ciclo consistente di opere dal titolo politipo. Successive sono le opere in cui abbina elementi lamellari in torsione e parti in movimento reale, oppure inserisce forme e cromatismi di forte suggestione figurale. In epoca recente Biasi ha sviluppato quest'ultima ricerca e per contrasto fra la plasticità del minirilievo e la bidimensionatità della pittura fa scaturire immagini che vivono con chi le guarda e che appaiono evocative di un mondo in continuo divenire.L_irragiungibile_tartaruga_102x102_1975-_2001
Oltre a dodici esposizioni di gruppo ha allestito più di sessanta esposizioni personali e partecipato a oltre trecentocinquanta collettive, fra cui Ia XXXII e la XLII Biennale di Venezia, la XI Biennale di San Paolo, la X e la XI Quadriennale di Roma e le più note Biennali della grafica, ottenendo numerosi e prestigiosi riconoscimenti. Nel 1988 una sua antologica al Museo Civico agli Eremitani di Padova ha raggiunto un'affluenza di 42.000 visitatori. Sue opere si trovano al Modern Art Museum di New York, alta Galleria Nazionale di Roma e nei Musei di Belgrado, Bolzano, Bratislava, Buenos Aires, Ciudad Bolivar, Epinal, Gallarate, Guayaquil, Livorno, Lodz, Ljubljana, Middletown, Praga, San Francisco, Saint Louis, Tokio, Torino, Ulmer Museum, Ulm, Venezia, Wroclaw, Zagabria ed in numerose collezioni italiane e straniere. La mostra è organizzata da Dep Art di Milano, che ha sede in via Giuriati 9. L’ inaugurazione ci sarà giovedi 13 marzo alle ore 18. La mostra, curata da Alberto Zanchetta, proseguirà fino al 30 aprile. Tel. 02/36535620, Info: www.depart.it.
martedì, 15 gennaio 2008
In Mostra 14 fotografie di Carlo solera
STREET LIFE IN PIEDMONT ...
vita urbana quotidiana in Piemonte
 
Oggi in Piemonte c’è una gran voglia di guardare oltre, di farsi guardare, di osservare con occhio altro gli elementi del quotidiano. Piemontesi cosmopoliti, eccentrici, tradizionalisti, fucinatori, innovatori, pettegoli, low profile, high profile. Piemontesi che il torinese Claudio Solera ha scelto di raccontare ne “Street Life in Piedmont”, mostra fotografica a cura di Monica Mantelli inserita in PORTE APERTE CARCERANO, evento all'interno del Calendario di Torino 2008 World Design Capital e con il Patrocinio ADI Piemonte e Valle d’Aosta. s
La mostra prenderà il via il 7 febbraio al 31 marzo 2008. Via Torino 21 – Pianezza – c/o Carcerano Creative Engineering. 14 le fotografie di Carlo Solera. 14 fotografie in bianco e nero e a colori in dimensioni: 70 x 100 cm o 30 x 40 cm. Dal lunedì al venerdì ore 10-12,30 – ore 14,30 – 16,30.Ingr libero. Dopo l’inaugurazione, solo previo appuntamento tel. 0115531311 .
Citando dalla presentazione di Monica Mantelli, “…per attivare un dialogo artistico con la gente e un confronto con altre esperienze europee, l’immagine rubata alla vita di tutti i giorni confà alla capacità di attingere con leggerezza all’intimo delle cose di Solera, fotografo di gusto, con al suo attivo alcune collettive e la sua prima mostra personale presso il Cortile del Maglio di Torino nel luglio 2007. ZTL._web..
Questa “intimità collettiva” di cui Solera ama farsi osservatore è uno dei temi che ad oggi registra maggior attrattiva, per i suoi aspetti di spaccato socioculturale, e per quelli di carattere identitario - documentario. La ricerca fotografica in ambiti collettivi e pubblici – strade, città, borghi., stazioni, etc. dove far parlare la gente attraverso gesti, abitudini e costumi è un punto cruciale del lavoro di questo fotografo amatoriale che nel tempo ha scoperto essergli anche di grande supporto nel campo della sua principale attività professionale, quella del consulente aziendale.
Solera ho capito che questo suo peculiare modo di trarre con mood garbato ma efficace l’aspetto ironico e surreale degli squarci quotidiani è un atout per conoscere meglio il territorio contemporaneo, e in ultima analisi, l’Uomo. Studiare l’”uomo” nel suo behaviourism porta da un lato all’individuazione di spazi di relazione tra le persone (le agorà naturali che si creano negli angoli e nei vicoli dei paesi) e le espressioni comportamentali dell’individuo, che si distingue dalla massa attraverso dettagli che sta a noi comprendere e valorizzare.
Claudio Solera dice di sé: “ “Ho iniziato nel 1978 con una Pentax K1000. Poi sono passato al mondo Canon. Oggi mi diverto con una Canon EOS 40D. Non ho motivi preferiti, scatto qualsiasi soggetto che quando lo rivedo mi dia emozione e da cui traggo spunti di miglioramento.
Adesso l’attrezzatura è: Canon EOS40D - Canon EF 17-40 f/4 L - Canon EF 70-200 f/4 L IS.IMG_7071_Mostra_Solera_by_C.Carossio 
Per completezza di informazione CARCERANO Porte Aperte sono una serie di eventi che raccolgono la ricerca creativa collegandola alla cultura del progetto, allo scopo di creare un palcoscenico – piazza per incontri di progettualità e prodotti con alto contenuto intellettuale e di proiezione nella direzione del futuro. È un viaggio nella creatività sommersa, spesso sostenuta da forme di attività spontanea e contemporaneamente un'opportunità per emergere trovando forme di visibilità con stampa e critica e di contatto con il pubblico. Gli incontri informali, articolati attraverso un percorso in grado di tracciare le nuove linee di tendenza, avvicinano i lavori di talenti affermati nel settore della cultura, dell’arte e del progetto. Le esperienze di brillanti professionisti e la produzione di progetti e di design rappresenteranno all’interno di questo Porte Aperte la cultura di discipline solo apparentemente lontane tra di loro: architettura, design, ingegneria, virtualità, musica, fotografia, arte, wine&food. Info: www.carceranosrl.it